Affabulazione – Pier Paolo Pasolini

 

Alle volte penso che cos’è un’epoca, perché il periodo di cui ti parlo è un’epoca, l’epoca in cui era giovane mio figlio. Le abitudini erano cambiate, c’era anche una luce diversa nell’aria. Perché le primavere non erano più le vecchie primavere contadine attorno alle officine. I prati non avevano più quel loro umile infoltirsi. Ma queste sono chiacchiere vero Cacarella.

Lo strano è che mio figlio pareva sapere da sempre tutte queste cose che per me erano una novità tanto grande. E questo sapere gli dava dei diritti, dei diritti, il mistero. Tu lo sai Cacarella. Ma riassumiamolo.

I padri vogliono uccidere i loro figli, perciò li mandano in guerra. Mentre i figli protestano e disprezzano la società dei vecchi che vuole la guerra. Ebbene io, invece che volere uccidere mio figlio, volevo esserne ucciso, non ti sembra strano. E lui, anziché volermi uccidere, o lasciarsi uccidere volenteroso, rassegnato, come i suoi coetanei, obbediente, lui non voleva ne l’una cosa ne l’altra. Capisci Cacarella? Non gliene importava niente di me e di tutte le uccisioni vecchie e nuove di padri e di figli. Quindi si era librato di tutto, mi evitava era altrove, e questo che mi ha reso assassino di un figlio abulico, anacronisticamente innocente.

Ma se tu giri bene per le nostre città e le osservi vedrai dei mucchi di rovine, quasi macerie di macerie. Case il cui destino era quello di non essere più ricostruite, e se ne stanno lì immobili dopo tanti anni fra gli edifici nuovi, perdute in un’oasi di dimenticato dolore, superstiti ecco. Mio figlio è scomparso in quella guerra, di cui rimangono ormai segrete solo le rovine. Ma che cosa ti sto raccontando eh povero Cacarella. La mia vita? La storia di un solo padre? No, come tu hai ben capito, questa non è la storia di un solo padre. No Cacarella, no, non lasciarmi, non andartene, aspetta. Aspetta Cacarella, no non ho ancora finito. Lasciami, lasciami ricominciare da capo.

 

 

Fabrication – Pier Paolo Pasolini

 

Sometimes I wonder what an era is. Because I’m going to talk to you about an era – the era when my son was young. Old habits changed and there was a different light in the air. Because the springtime wasn’t the old spring anymore, the farmers’ spring around the workshop. The meadows didn’t thicken in their old, humble way. But I really am going on a bit, aren’t I, Cacarella?

            The strange thing is that my son seemed to know all this already, whereas it was all so new to me. And that knowledge gave him rights – rights and mystery. Cacarella, you know this already. But let’s go over it again.

            Fathers want to kill their sons, that’s why they send them to war. The young, meanwhile, show their contempt and revolt against warmongering old men. Well, in my case, I didn’t want to kill my son. I wanted him to kill me. Doesn’t that sound strange?  But he didn’t want to kill me and he didn’t want to get himself killed either – resigned, obedient, like all the other boys his age, he didn’t want one thing or the other. Are you following, Cacarella? He couldn’t have cared less about me, or about the killings, new and old, of fathers and sons. It’s why he got free, why he avoided me. He always seemed to be somewhere else. And that’s what made me a murderer. The killer of a purposeless son. An innocent son, out of step with time.

            But if you take a good walk around our cities – if you really look – you’ll see piles of debris. Ruins of ruins, almost. Houses whose destiny it was to never be rebuilt. Even after so many years, they stand motionless among the new buildings. They’re like survivors, lost in an oasis of forgotten pain. My son passed away in that war – the only secrets it has left are its ruins. But what am I going on about, eh, Cacarella? My life? The story of a father? No, as well you know, this isn’t the story of just one father. No, Cacarella, no, don’t leave me, don’t go, wait. Wait, Cacarella, I haven’t finished. Let me – let me start all over again.